Fausto Perrenchio, La Bibbia negli scritti di don Bosco, Roma, LAS 2010, pp. 624.

Obiettivo di questa accuratissima ricerca è quello di verificare la presenza del riferimento biblico negli scritti di san Giovanni Bosco e disegnare una mappa, il più possibile completa e ordinata, delle citazioni reperibili nei suoi scritti. È un lavoro di analisi, che ha il carattere di censimento, di raccolta dati. Globalmente gli scritti di Don Bosco presi in esame sono 240. Il numero di citazioni bibliche risultato da questa analisi ammonta a 6.929: 4.662 citazioni del Nuovo Testamento e 2.267 dell’Antico Testamento.
L’impianto della ricerca comprende tre parti:La prima presenta in forma sintetica la mappa delle citazioni bibliche negli scritti di Don Bosco: computo generale delle citazioni; loro distribuzione libro per libro; annotazioni critiche sul modo di citare di Don Bosco.
La seconda parte presenta in forma analitica la mappa delle citazioni rilevate, testo per testo.
La terza parte, intitolata: Don Bosco e la Bibbia, mira a mettere in rilievo l’importanza che la Bibbia ha avuto, innanzitutto nella formazione di Don Bosco; in secondo luogo nella sua azione pedagogica ed infine in alcuni suoi scritti di carattere educativo: le Vite di Luigi Comollo, di Domenico Savio, di Michele Magone e di Francesco Besucco; il Giovane provveduto; la lettera da Roma alla comunità di Valdocco; il Sistema preventivo nella educazione della gioventù; la circolare sui castighi da infliggere nelle case salesiane.
 
Nell’opuscolo Il cristiano guidato alla virtù e alla civiltà secondo lo spirito di San Vincenzo de’ Paoli Don Bosco, parlando di San Vincenzo, rivela uno dei segreti della propria esistenza e di tutta la sua azione educativa: «La dottrina del Vangelo era l’unica regola della sua vita» (OE XXVIII, 113); «Un disegno autorizzato da ragioni di una saggia politica non era di suo gradimento se non autorizzato dalla massime del Vangelo» (OE XXVIII, 109); «egli si era proposto Gesù Cristo a modello; attingeva nel Vangelo tutta la sua morale, tutta la sua civiltà, tutta la sua politica» (OE III, 235-236).